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Ale Nava : Un anno da incorniciare a Basket City, tra Derby, Virtus in A e Old Star Game

June 26, 2017

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo questa intervista di Jack Bonora ad  Ale Nava, ideatore-organizzatore della seconda edizione dell’ Old Star Game, evento benefico, andato in scena il 6 Aprile a favore della Fondazione Operation Smile di Santo Versace.

 

Campionato finito, Virtus promossa in A, hai seguito ?

Si, sono contento per Alberto Bucci e per i tifosi bolognesi. Ho anche fatto il tifo fino alla fine per un altro Derby in finale con la Fortitudo. Sarebbe stato un evento unico per tutto il movimento cestistico. Anche se avevo molte perplessità sull’eventualità che si disputasse al dall’Ara..

 

Perché ?

Calcio e Basket sono discipline con due arene molto differenti che non si fondono. Contrariamente a concerti, incontri di pugilato ed eventi che possono essere ospitati in uno stadio. Attrezzarsi di una tensostruttura di 15.000 posti e garantirne le misure di sicurezza non è cosa da poco. Il vero palcoscenico del basket è il Palasport.. Storia, identità, fattore campo.

 

Come vedi le “Vu nere” in serie A ?

Per tradizione e prestigio,  la Virtus ha tutte le carte in regola per diventare l’antagonista di Milano. Ha vinto il campionato di A2 con un intelaiatura di squadra, ma in A è tutto diverso. Dipenderà dagli obbiettivi della società ma serve comunque almeno un campionato per ricostruire un gruppo in una categoria molto più forte e rafforzarsi per i successivi. Anche il supporto dei tifosi dovrà essere maggiore e determinante.

 

A proposito di tifosi, quand’è nata l’idea è la motivazione che ti ha spinto a dedicarti all’Old Star Game ?

La prima edizione nel 2016, ma l’idea partì nel 2009..quell’anno la Viola Basket disputò solo i campionati giovanili, un vuoto sollecitato da tanti flash back del passato ed il bisogno di riabbracciare quei Campioni che avevano fatto sognare una Regione intera negl’anni 80/90 per dare un’iniezione d’entusiasmo a città e tifosi unito ad un altro bisogno…quello di aiutare Operation Smile a donare un sorriso ai bimbi.

 

E poi Bologna, 5000 presenze ed un Record di 20.000 euro in beneficenza, qual’ è stato il segreto del successo?

Concettualmente aver colpito al cuore i tifosi Bolognesi con il ritorno dei Miti nell’anno del Derby. Così anche per gli Old Stars e addetti ai lavori che sentivano quell’orgoglio sportivo di aver fatto parte di tante battaglie e volevano tornare anche loro in quel palazzo, sposando la solidarietà. Fu creato un gruppo su whatsApp e a fine partita le battute di “sfotto’ ” non mancarono.

 

Il colpo più inseguito ?

Senza dubbio Carlton Myers! Ma anche Teo Alibegovic che venne direttamente al Pala Dozza senza passare in albergo, perché partito poche ore prima. Peterson la ciliegina sulla torta. La presenza di Bucci e Recalcalti fu importante per il nucleo storico di entrambe le squadre. Charlie, rappresentava la “F” del primo scudetto. Alberto, le “V nere” di ieri e oggi. Due maestri di vita e patrimoni della Pallacanestro Italiana. E’ stato bello anche vedere sugli spalti i protagonisti della prima edizione, Marco Spangaro venne da Pordenone.

 

Progetti per il futuro ?

E’ in fase progettuale la terza edizione, ma anche dei progetti commerciali legati alla Pallacanestro e la voglia di fare un salto a Bologna a salutare tanti amici.

 

Jack Bonora

 

 

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